BorgoVillage


Montefiore Borgo

Montefiore: una finestra sulla Valle del Conca

Il fiume Conca nasce dal Monte Carpegna, nelle Marche. Attraversa terre che serbano storie antiche e bellezze naturalistiche, fino a gettarsi nel mare, tra Cattolica e Misano Adriatico. In Romagna il paesaggio si distende in dolci declivi, costellati di borghi e castelli, dove la natura selvaggia convive con gli spazi coltivati. Nel basso Medioevo e nel primo Rinascimento questi luoghi godettero del loro massimo splendore politico, artistico e culturale, contesi e dominati dai Malatesta, signori di Rimini, e dai Montefeltro, signori di Urbino. Un momento storico che ha lasciato un’impronta profonda nell’identità del territorio e della popolazione locale.

Montefiore, con il suo imponente castello, si erge su una delle più alte colline della Valconca, permettendo una veduta d’insieme della costa e di tutta la bassa vallata: un panorama unico, vibrante di luce e di colori.

Montefiore nella storia e nell’arte

Montefiore_storia

Il Castrum Montis Floris è citato per la prima volta in un documento del XII secolo, una concessione fatta da papa Alessandro III alla Chiesa di Rimini. Le fonti successive indicano il paese come Mons Floris, cioè Monte del Fiore, o Montefiore. Non ci sono segreti in questo nome, che deriva dalla deliziosa collocazione geografica del paese.

Il borgo di Montefiore, con le sue case, si addossa al castello, conservando la sua fisionomia medioevale. Si raccoglie in un semicerchio chiuso da mura, con le loro antiche torri; e fuori da queste mura un borgo, disteso brevemente a fianco della strada che risale e ridiscende la valle del Conca. Il castello e il paese dovevano la loro fortuna alla posizione dominante e al fatto di trovarsi al centro di un paese fertile, e su una strada importante, quella Flamnia minor grazie alla quale era possibile accorciare sensibilmente il viaggio verso Roma o da Roma.

Il castello è malatestiano: dovuto cioè ai Malatesti, una potente famiglia guelfa che ha dominato tutto il territorio riminese e pesarese nel Trecento e nel Quattrocento come vicaria del papa. Vero è, tuttavia, che nel 1322 i Malatesti avevano acquistato dal comune di Rimini e dal papa tutti i diritti su Montefiore, che era perciò un bene privato, esclusivo della famiglia. Anche a questa sua condizione “privata” forse è dovuta la cura con cui i Malatesti hanno sempre abbellito, oltre che rinforzato, il castello, che era una bella e forte costruzione militare, ma anche una specie di reggia secondaria della famiglia, fornita di tutte le comodità di un palazzo cittadino. Una reggia per soggiorni anche prolungati (un Malatesti, Galeotto Belfiore, addirittura vi nacque, nel 1377), per le battute di caccia dei signori, per l’ospitalità riservata a personaggi illustri come papi e imperatori.

Dopo la sconfitta di Sigismondo Malatesti (1462) Montefiore tornò sotto il pieno dominio della Chiesa e fu dominato in seguito prima da Cesare Borgia (1500-1503), poi dai Veneziani (1504-1505). Nel 1514 fu concesso dal papa in feudo al principe macedone Costantino Comneno, nel 1517 a Lorenzo di Piero de’ Medici, nel 1524 ancora al Comneno (che qui morì nel 1530).