La Pasqua a Montefiore Conca


La Processione del Venerdì santo, una tradizione antica la cui origine si perde nel tempo.
Nel Libro “Memorie Storiche di M.Fiore” di Gaetano Vitali, si trovano degli “Atti” datati 1767 che definivano “antichissima la religiosa processione del Venerdì Santo”. Occorre sottolineare che la processione di Montefiore non é la classica Via Crucis, ma la Deposizione del Cristo morto dalla Croce al Sepolcro rappresentato dalla Chiesina dell’Ospedale.
Nel 1767 la Confraternita dell’Ospedale fece costruire da D. Filippo Romagnoli un magnifico “Cataletto” sopra cui viene tuttora adagiato il simulacro in legno del Cristo morto, con il suo Baldacchino nero in segno di lutto.
Una tradizione dunque antica, con riti precisi e ripetuti nei secoli, riti che si tramandano da padre in figlio. Ogni cappa, così come ogni mansione, nella processione appartiene ad una famiglia di Montefiore da lontanissime generazioni.
La statua del Cristo morto viene lavata con il latte la mattina del Venerdì Santo dalle donne del paese. Poi viene trasportata al convento dei Padri Cappuccini sul monte Auro, insieme ai “Misteri della passione”, alle torce di pece , ed alla grande Croce in legno.
I montefioresi preparano ceri rossi da mettere alle finestre per devozione che accenderanno quando scenderà la notte.
Chiunque viva fuori e abbia la “cappa” arriva nel borgo perché questo é un appuntamento IRRINUNCIABILE e con devozione sale fino al convento dei frati Cappuccini, il luogo dove inizia la discesa dal Calvario. Salgono i soldati romani, i bambini vestiti da Angeli, salgono le Pie Donne, i Tre apostoli, Caifa, Ponzio Pilato, Barabba, Giuda, Giuseppe d’Arimatea, ed infine il Cireneo che porterà la grande Croce di Cristo con la cappa Rossa,dal “Golgota” fino al “Sepolcro”. Ognuno ha il suo ruolo e posto preciso all’interno della processione, le cappe bianche, quelle nere, le cappe della confraternita della Buona Morte, le cappe della confraternita della Beata Vergine della Misericordia, le cappe con la mantellina rossa e quelle con la mantellina arancione. Si accendono le torce e nell’aria c’è quell’odore inconfondibile di mistero, di antico, di passato e di tradizione. Apre la Processione la cappa nera con la Tarabaccola o Battistrangola un antico oggetto formato da un piano in legno su cui é agganciato un ferro che muovendolo produce un suono inconfondibile. Quando le campane erano legate, questo era l’oggetto che annunciava la Santa Messa.La processione parte dal monte e lentamente scende verso il borgo, sfilando per le vie, fino ad arrivare alla Chiesa parrocchiale di San Paolo, dove il sacerdote invita i fedeli a brevi riflessioni sulla morte in Croce di Gesù, poi si riparte per giungere al “Sepolcro”, la Chiesina dell’Ospedale, dove verrà deposto il Cristo morto. Qui un altro antico rito, quello del “Bacio al Cristo morto”. I turisti ed i partecipanti potranno baciare la statua del Cristo portata in processione e ricevere un pane Benedetto.
La ricompensa per le cappe e per i personaggi della Processione é proprio il pane Benedetto, in base alla fatica ed al ruolo si ripaga con un numero diverso di pagnotte, il cireneo per la grossa fatica del portare la grande Croce sarà quello che riceverà un numero maggiore di pani. Ogni anno, ogni venerdì santo, da un passato lontanissimo , ritorna per le vie del borgo questa straordinaria manifestazione religiosa. Non é stato mai saltato un anno, anche durante la seconda guerra mondiale la Processione si realizzò ugualmente, si svolse durante il giorno perché la sera c’era il coprifuoco. Ogni venerdì santo, con la neve, con la pioggia, con il vento, anche se la temperatura è rigida, la processione si svolge e….. durante il suo svolgimento tutto si placa affinché tutto si possa ripetere. Il fumo delle fiaccole, l’odore dei misteri della passione , il profumo nell’aria dei bracciatelli, della piada di Pasqua, della chiesa dell’Ospedale, é un qualcosa che quasi sembra fermare il tempo, sembra che questi momenti siano per sempre. È come se uno straordinario ed invisibile ponte ci unisse a quel passato che ogni anno prende vita dentro e fuori di noi.
Venerdi 19 aprile ore 21.15 in piazza della Libertà sfilerà la Processione del Venerdì Santo, a Montefiore Conca…..vi aspettiamo per vivere insieme a noi emozioni che non conoscono tempo. Per info 348 1042158

Inoltre la Rocca vi aspetta ogni sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00, per le festività pasquali sarà aperta dal venerdì 19 aprile fino al 1 primo maggio tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00.


->Sabato 20 aprile aprirà in rocca una bellissima mostra di pittura intitolata “L’ ULTIMO DEI MACCHIAIOLI “, nella quale il maestro toscano Marco Pasquini esporrà alcune delle sue opere più significative.
” Un’artista che dipinge con il cuore, sia che dipinga dolci paesaggi toscani, cavalli, artigiani, sia furiosi temporali estivi, mareggiate, nevicate. Visioni del presente si alternano al recupero di ricordi del passato, paesaggi inquietanti si accostano ad immagini solari ed appaganti “.
L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto d’ingresso al castello.


Nei giorni di apertura della Rocca,le visite guidate saranno in abiti d’epoca per scoprire insieme la bellissima storia d’amore di Costanza e Ormanno ( dalle 10 alle 18 ). Per i gruppi è gradita la prenotazione e per ogni informazione al 349 4449144.